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| L’andamento dei tassi d’interesse nel tempo, le variazioni delle condizioni
offerte dalle banche, la comparsa sul mercato di nuovi prodotti e nuove banche,
le novità legislative, sono tutte variabili che incidono notevolmente sul
costo del proprio mutuo, anche parecchi anni dopo che lo si è stipulato.
E’ quindi consigliabile verificare periodicamente quanto si sta pagando e quali siano le condizioni offerte sul mercato per i nuovi mutui. In tal modo si può valutare l’eventuale opportunità di
una modifica delle condizioni del mutuo o della sua sostituzione, per avvantaggiarsi
di una maggiore convenienza economica e per adattarlo alle esigenze finanziarie
della famiglia, che nel lungo periodo di durata del mutuo possono evolversi
e modificarsi più volte. |
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| Valutare la sostituzione del vecchio mutuo | |
| Surroga e sostituzione | |
| Surroga: consigli ed esempi pratici | |
| Rinegoziazione ABI - Ministero dell'Economia | |
| Come valutare le alternative tra rinegoziazione e surroga | |
Euribor e Irs: le variazioni di questi indici influenzano il livello dei tassi variabili e fissi, e quindi l’importo delle rate che si pagheranno. A seconda del momento di mercato, i valori di questi indici possono, ad esempio, rendere conveniente un passaggio da un tasso variabile ad un fisso, o viceversa;
Spread: viene sommato all’Euribor o all’Irs per definire il tasso d’interesse finale del mutuo. Ottenendo uno spread più basso si può quindi ridurre l’importo delle rate e la spesa per interessi passivi;
Durata: modificare la durata del mutuo permette di modificare anche sensibilmente l’importo delle rate e degli interessi passivi. Allungando la durata si riduce l’importo delle singole rate, anche se complessivamente si pagheranno più interessi. Riducendola, le rate aumenteranno ma si pagherà un totale interessi minore e si estinguerà prima il mutuo;
Spese: ogni mutuo ed ogni banca prevedono voci di spesa aggiuntive diverse, molte delle quali da pagare periodicamente per tutta la durata del mutuo. Ridurle o eliminarle contribuisce quindi a incidere sul costo complessivo del mutuo;
Importo: nel modificare o sostituire il proprio mutuo si può intervenire anche sull’importo da rimborsare. Restituendo anticipatamente una parte del capitale, le rate residue e la spesa per interessi saranno più basse. Se, invece, si richiede della liquidità aggiuntiva rispetto al capitale residuo, si avrà a disposizione una somma, anche ingente, per le proprie esigenze di spesa, con il vantaggio di pagarla al costo di un mutuo, in genere meno costoso rispetto ad un’altra forma di finanziamento;
Per migliorare la situazione del proprio mutuo, una prima soluzione teorica
potrebbe essere la rinegoziazione, ovvero la ridefinizione di uno o più
parametri del mutuo con la stessa banca che ha erogato il mutuo.
Spesso è però difficile ottenere modifiche adeguate alle proprie
esigenze o in linea con le migliori condizioni di mercato del momento, rinunciando
quindi di fatto a una maggiore convenienza economica.
L’alternativa percorribile è quella della sostituzione
del mutuo, che permette di scegliere le nuove condizioni e caratteristiche
del mutuo tra le offerte di tante banche.
Con il passaggio alla nuova banca, il mutuo stesso può così essere
rinnovato anche completamente nelle sue condizioni, ed essere riadattato alle
nuove esigenze del mutuatario.
SURROGA E SOSTITUZIONE
Tecnicamente, la sostituzione del mutuo può essere realizzata con due
soluzioni alternative: il mutuo di sostituzione e la surrogazione.
Con il mutuo di sostituzione si stipula un nuovo mutuo con
una nuova banca. Il capitale ottenuto viene utilizzato per estinguere il mutuo
preesistente con la vecchia banca, pagando l’eventuale penale di estinzione.
Per il mutuo stipulato con la nuova banca sarà necessario un nuovo atto
di mutuo. L’ipoteca sull’immobile a favore della vecchia banca viene
cancellata, e ne viene iscritta una nuova a favore della nuova banca.
Con la surrogazione, nota anche come surroga o portabilità,
si “trasferisce” il proprio mutuo da una banca ad un’altra,
con la possibilità di modificare i parametri del mutuo stesso.
In questo caso l’estinzione del mutuo avviene con una procedura semplificata,
tramite la quale l’ipoteca sull’immobile rimane in essere ma viene
aggiornata con l’indicazione della nuova banca, a favore della quale essa
costituisce garanzia.
La surrogazione è stata ulteriormente regolamentata con la Legge 40/2007
(Legge Bersani) e successivamente dalla Legge Finanziaria per il 2008.
In particolare, i commi 450 e 451 della Legge Finanziaria hanno precisato che
il mutuo viene trasferito alle condizioni stipulate tra il cliente e la banca
subentrante, con l’esclusione di penali o altri oneri di quasiasi natura.
Non possono essere imposte al cliente spese o commissioni per la concessione
del nuovo mutuo, per l’istruttoria e per gli accertamenti catastali, che
si devono svolgere secondo procedure di collaborazione interbancaria improntate
a criteri di massima riduzione dei tempi, degli adempimenti e dei costi connessi.
Nel corso del 2008 è ststa inoltre resa disponibile per tutte le banche una nuova procedura elettronica per la surrogazione, al fine di rendere più semplice e certa l’operazione.
Per effetto di tali modifiche legislative, dopo una serie di difficoltà di avvio iniziali, la surrogazione è praticamente diventata una sostituzione di mutuo a costo zero pienamente operativa e disponibile per coloro che volessero ottenere migliori condizioni per il proprio mutuo.
La surroga è applicabile solo per un importo di mutuo pari a quello del capitale residuo ancora da rimborsare, il che impedirebbe di ottenere eventuali importi di finanziamento aggiuntivi se non tramite un mutuo di sostituzione, che perderebbe però le agevolazioni di costo previste per la surroga.
Alcuni istituti, per ovviare a questo limite, offrono comunque il mutuo di surroga a costo zero fino a concorrenza del capitale residuo, ed erogano un secondo mutuo di sostituzione ordinaria per il solo importo aggiuntivo eventualmente necessario, con costi quindi più limitati rispetto al mutuo di sostituzione erogato per l’intero importo.
Al di là del vincolo dell’importo, la surroga lascia piena libertà di scegliere i parametri del nuovo mutuo secondo le preferenze e la convenienza ricercata rispetto al vecchio mutuo.
Si potrà quindi decidere se mantenere lo stesso tipo di tasso o cambiarlo, passando ad esempio dal variabile al fisso. Anche la durata potrà essere modificata rispetto a quella residua del finanziamento originale, accorciandola in modo da ridurre il periodo di rimborso e il costo degli interessi, oppure allungandola per ridurre ulteriormente il peso della rata.
A ciò si aggiunge il vantaggio che i mutui offerti per la surroga applicano quasi sempre spread molto contenuti (al di sotto dell’1,00%), ben più bassi di quelli applicati ai mutui degli anni passati, quando gli spread superavano spesso anche il 2%. Così, anche solo la diminuzione di spread ottenuta con il passaggio alla nuova banca permette di realizzare significative riduzioni di tasso e di rata.
Per quanto ultimamente la surroga sia stata utilizzata soprattutto per passare da un tasso variabile ad un fisso, la sua convenienza resta immutata anche per chi già avesse sottoscritto un tasso fisso oneroso a causa delle peggiori condizioni disponibili sul mercato negli anni passati. Ad esempio, i tassi fissi nel periodo 2000 – 2001 erano mediamente del 7,00-8,00%, mentre oggi sono disponibili mutui di surroga con tassi fissi minori del 6,00%.
Tale differenza permette quindi di cambiare mutuo mantenendo le caratteristiche del tasso fisso ma realizzando una consistente riduzione di rate ed un notevole risparmio.
Va infine tenuto presente che, tramite la surroga, si passa alle nuove condizioni di mutuo complessivamente applicate dalla nuova banca. Molti istituti, infatti, hanno via via ridotto anche le varie spese accessorie che si pagano periodicamente per il mutuo (spese di incasso rata, spese di assicurazione incendio e scoppio, etc), e vi sono alcune banche che le hanno addirittura eliminate.
Grazie al nuovo mutuo di surroga si potrà così godere non solo della convenienza del nuovo tasso, ma anche dell’ulteriore risparmio ottenibile con le nuove spese minori di quelle che si pagavano con il vecchio mutuo.
Va ricordato che, mentre la vecchia banca è obbligata ad accogliere la richiesta di surrogazione, le banche non sono obbligate ad offrire il mutuo di surroga o, quando lo offrono, a concederlo a tutti i clienti che lo richiedono.
Ogni banca effettuerà quindi, così come per le altre tipologie di mutuo, una valutazione della richiesta per decidere se procedere o meno con l’operazione.
E’ quindi sempre consigliabile verificare le condizioni offerte da diverse banche per la surroga, in modo da identificare quelle più convenienti ed effettivamente percorribili rispetto alla propria situazione di mutuo originale.
SURROGA: CONSIGLI ED ESEMPI PRATICI
In sintesi, per valutare la migliore soluzione di sostituzione mutuo, occorre
seguire alcune semplici regole:
Alcuni esempi possono aiutare a capire l’entità dei possibili vantaggi economici ottenibili con la sostituzione del mutuo.
1° esempio:
mutuo da 100.000 euro, tasso variabile Euribor 1 mese + 2,00%, durata
30 anni,
| Parametri del mutuo a Gennaio 2008 (per un mutuo stipulato tre o quattro anni fa): | |||
| Mutuo stipulato a Gennaio 2005 | Mutuo stipulato a Gennaio 2004 | ||
| tasso (variabile) | 6,24% | tasso (variabile) | 6,24% |
| rata | 652 € | rata | 648 € |
| capitale residuo | 94.588 € | capitale residuo | 92.631 € |
| Con la sostituzione si potrebbe passare ad un nuovo mutuo con i seguenti parametri: | |||
| Mutuo stipulato a Gennaio 2005 | Mutuo stipulato a Gennaio 2004 | ||
| importo | 94.600 € | importo | 92.600 € |
| tasso (fisso) | 5,60% | tasso (fisso) | 5,60% |
| rata | 543 € (durata 30 anni) 656 € (durata 20 anni) |
rata | rata: 532 € (durata 30 anni) 642 € (durata 20 anni) |
2° esempio:
mutuo da 100.000 euro, tasso fisso 7,5%, durata 20 anni, stipulato a Gennaio
2001
| Parametri del mutuo a Gennaio 2008: | |
| tasso (fisso) | 7,50% |
| rata | 806 € |
| capitale residuo | 79.824 € |
| interessi residui | 45.043 € |
| Con la sostituzione si potrebbe passare ad un nuovo mutuo con i seguenti parametri: | |
| importo | 79.800 € |
| tasso (fisso) | 5,60% |
| rata | 656 € (durata 15 anni) 763 € (durata 12 anni) |
| interessi residui | 38.341 € (durata 15 anni) 29.982 € (durata 12 anni) |
Come appare dagli esempi, a seconda della soluzione preferita, con la sostituzione mutuo si potrebbe ridurre sensibilmente l’importo della rata mensile o la durata complessiva del mutuo, con significativi effetti positivi sul bilancio familiare di molti anni.
RINEGOZIAZIONE ABI - MINISTERO DELL'ECONOMIA
Nel 2008, con il decreto legge 93 del 27 Maggio, è stata definita una convenzione tra il Ministero dell’Economia e l’ABI (Associazione Bancaria Italiana) per comunicare ai clienti che stanno rimborsando un mutuo a tasso variabile le diverse opportunità disponibili per procedere ad una eventuale modifica della propria situazione debitoria, tra le quali una rinegoziazione a condizioni prefissate.
La rinegoziazione è applicabile ai mutui a tasso variabile contratti per acquisto, ristrutturazione o costruzione dell’abitazione principale fino al 28 Maggio 2008.
I clienti che richiedessero l’applicazione della rinegoziazione secondo i criteri del decreto legge pagherebbero, a partire da Gennaio 2009, una rata mensile costante calcolata sulla media del tasso d’interesse pagato nel 2006, o equivalente all’importo della prima rata pagata qualora il mutuo sia stato stipulato dopo il 2006.
L’entità della rata dipenderà dal capitale residuo e dalla durata restante del mutuo in essere, e sarà perciò ovviamente diversa da un mutuo all’altro.
La differenza tra la rata teorica e quella costante ricalcolata non viene tuttavia “abbuonata” ma accantonata in un apposito conto di finanziamento accessorio, sul quale si andranno a sommare mese dopo mese le differenze tra le due rate. Fino a che, quindi, il tasso realmente dovuto sul mutuo sarà superiore a quello con il quale è calcolata la nuova rata, il debito accumulato sul conto accessorio continuerà ad aumentare.
Tale conto accessorio maturerà a sua volta degli interessi, calcolati sulla base del tasso IRS a dieci anni maggiorato di uno spread dello 0,50%. Alla data del 23 Settembre 2008, ad esempio, l’IRS a dieci anni era al 4,93%, quindi il tasso sul conto accessorio ammonterebbe al 5,43%. Il tasso realmente applicato sarà però calcolato con il valore dell’IRS alla data della rinegoziazione effettiva, quindi al momento non è possibile determinarlo con precisione.
Una volta giunti al termine della durata inizialmente prevista per il mutuo originario ci si potrebbe quindi trovare ad avere ancora una posizione debitoria aperta con la banca, per l’importo complessivo maturato nel frattempo sul conto accessorio. Si continuerà quindi a pagare la medesima rata costante fino ad esaurimento del nuovo debito residuo.
Il vecchio mutuo a tasso variabile si trasforma così in un mutuo che resta a tasso variabile ma con rata costante. A variare non sarà più quindi l’importo mensile della rata, ma il numero di anni complessivi per i quali tale rata sarà ancora dovuta.
Non potendo predeterminare quello che sarà l’andamento futuro dei tassi d’interesse, la rinegoziazione consente quindi di ottenere una riduzione certa dell’importo mensile da rimborsare, ma mantiene il mutuo a tasso variabile e lascia completa incertezza su quella che sarà la reale durata necessaria per estinguere il debito con la banca. Infatti, soprattutto in caso di mutui recenti stipulati per durate molto lunghe, se nel lungo termine i tassi dovessero mantenersi su valori elevati la famiglia debitrice potrebbe trovarsi a dover pagare la rata del mutuo per molti anni in più rispetto al previsto, con conseguente incertezza e vincolo anche sulle proprie capacità finanziarie future.
Entro il 29 Agosto 2008 le banche aderenti alla convenzione dovevano inviare ai propri clienti una lettera che segnalasse non solo la possibilità di rinegoziare il mutuo ma anche le alternative possibili (continuare a pagare il mutuo alle condizioni esistenti o avvalersi della portabilità).
I clienti hanno tre mesi di tempo dalla data di invio della lettera per comunicare alla banca la loro eventuale adesione alle condizioni di rinegoziazione proposte. La data cambia quindi da banca a banca ed è bene verificarla qualora si volesse aderire per tempo alle condizioni rinegoziate.
Alcune banche hanno stabilito condizioni migliorative rispetto a quelle standard (ad esempio: uno spread ridotto sul conto di finanziamento accessorio oppure una estensione della rinegoziazione ai mutui a tasso misto o cartolarizzati), ma potranno ovviamente usufruirne solo i clienti di quelle banche.
Per la comunicazione delle proposte non tutte le banche hanno adottato la stessa procedura: alcune hanno inviato ai clienti una proposta dettagliata e personalizzata con tanto di simulazioni e calcoli del mutuo originario e rinegoziato, in modo da permettere un confronto, mentre altre hanno più genericamente segnalato le diverse opportunità disponibili rimandando spiegazioni e calcoli più dettagliati ad un successivo contatto o incontro con il personale della banca.
Va comunque tenuto presente che le nuove condizioni verrebbero applicate solo dal 1° Gennaio 2009.
COME VALUTARE LE ALTERNATIVE TRA RINEGOZIAZIONE E SURROGA
In sintesi, per valutare la migliore soluzione di modifica del proprio mutuo, occorre seguire alcune semplici regole:
In merito alla convenzione ABI - Ministero dell’Economia:
In merito alla portabilità del mutuo (surroga):
In sintesi, con la proposta di rinegoziazione ABI – Ministero dell’Economia si attua una sorta di dilazione di pagamento, in quanto si paga una rata di importo fisso e la differenza con quanto dovuto verrà pagata con ulteriori rate dopo la scadenza del mutuo originario (per una durata aggiuntiva non predeterminabile). Non è possibile modificare i parametri del mutuo in essere.
La concessione della rinegoziazione è obbligatoria per la banca che ha aderito alla convenzione, quindi costituisce una soluzione favorevole per coloro che si trovino già in difficoltà nel rimborsare il mutuo ed abbiano già dovuto saltare il pagamento di una o più rate. Infatti, con una situazione debitoria già entrata in sofferenza sarebbe più difficile ottenere un mutuo di surroga da una nuova banca.
Qualora invece, seppur con difficoltà e sacrifici, i pagamenti del mutuo siano sempre rimasti regolari, l’accesso alla surroga a costo zero sarà più semplice e si avrà così la possibilità di cambiare banca, ottenere una riduzione di rata effettiva ed assicurarsi un maggiore risparmio totale. Si potranno scegliere i diversi parametri del mutuo; in particolare, si può ridurre lo spread (e quindi il tasso applicato al mutuo), e la durata del mutuo potrà essere certa.
Puoi utilizzare il nostro strumento di calcolo nella sezione Guide e strumenti di MutuiOnline per simulare i diversi effetti della rinegoziazione e della surroga applicate al tuo mutuo.
In generale, ipotizzando tassi costanti ai livelli attuali, la rinegoziazione tende a ridurre l’importo della rata mensile ma comporta un allungamento anche considerevole della durata totale del mutuo e della spesa totale per interessi.
La surroga, invece, calcolata alle migliori condizioni di mercato disponibili ad oggi, permetterebbe due alternative:
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