Usura

Col termine usura, si indica una pratica illegale che consiste nel concedere prestiti e finanziamenti calcolando percentuali di interesse che sono molto al di sopra di quanto consentito dalla legge. La normativa che regola l’argomento è la 108/96, attraverso la quale si stabiliscono gli interessi a debito massimi che – chi presta denaro – può calcolare sulla somma erogata.

Questa normativa ha permesso di elevare le pene per chi si macchi del delitto di usura e ha creato garanzie per le vittime, che nel caso in cui possono dimostrare di aver stipulati dei prestiti a tassi usurari, può vedersi cancellare il debito contratto.

L’osservazione degli articoli di questa normativa, permette ai debitori che hanno contratto un debito economico, di poter restituire agevolmente le somme ottenute. L’applicazione di interessi esosi, che nel caso dei privati che svolgono attività illegale di usura, possono arrivare addirittura a oltre il 400%, pone il debitore in una condizione di massima fragilità e dipendenza dal creditore. Non sono pochi i casi di cronaca che riportano storie di situazioni ad alto rischio anche per ciò che riguarda l’incolumità personale di chi ha chiesto il denaro in prestito.

Accade più spesso di quanto si immagini il ricorso agli usurai, in special modo in questi pesanti anni di crisi economica, e in alcuni casi imprenditori e privati cittadini sono stati costretti, addirittura, a vendere i propri beni immobiliari, o a cederli agli strozzini, per rientrare di un debito enormemente gonfiato.

Essendo queste percentuali fluttuanti secondo diversi criteri, trimestralmente la Banca d’Italia comunica il nuovo tasso massimo d’interesse, ed è quindi importante – anche per chi ha chiesto e ottenuto un prestito bancario – verificare che non siano stati superati i limiti di legge.

Il calcolo viene effettuato prendendo come punto focale due parametri: l’andamento dell’inflazione e il tasso corrente degli interessi.

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